neve

lunedì 12 giugno 2017

Recensione Absence di Chiara Panzuti

Buonasera a tutti,
oggi vi parlo di un romanzo "chiacchieratissimo" in questo periodo:


Trama:

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri.
Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso e apparentemente folle, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13′07″S 78°30′35″W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.
Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono.
Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci?
Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità?
Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi.
Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

La mia recensione:

Absence di Chiara Panzuti è una ventata di aria fresca nel panorama dei fantasy young adult.

Primo volume di una trilogia targata Fazi per la collana LainYa.

Un romanzo dalla trama originale che conquista fin dalla prima pagina.

Protagonista della storia è Faith.

Nelle prime pagine del romanzo seguiremo la ragazza nel bel mezzo di un trasloco insieme alla madre incinta in una nuova città, in una nuova casa, in una nuova vita.

All’improvviso però la ragazza sente un forte rumore e…. sparisce!

Letteralmente, Faith diventa invisibile, la sua vista si appanna, il suo udito si affievolisce e non riesce più a vedere il suo corpo.

Oltre a questo sembra sparire tutto ciò che è stata Faith, la sua stessa esistenza nei ricordi delle persone è cancellata, è come se la ragazza non fosse mai esistita.

Ovviamente la ragazza sarà sconvolta e solo la sua forza d’animo le impedirà di farsi travolgere dallo sconforto e dalla disperazione più totale.

Ben presto però Faith scoprirà di non essere sola, ci sono altri ragazzi invisibili come lei.

Jared, un ragazzo d’oro, riflessivo e altruista, Scott, che con il suo sarcasmo è capace di portare sempre il buonumore anche in situazioni tragiche ed infine Christabel, la pessimista del gruppo, una ragazza che si fa travolgere fin troppo dalla situazione ma in fondo, forse, è la più reale del gruppo, la più vicina a rappresentare ciò che ognuno di noi farebbe in una circostanza simile.

Quattro ragazzi diversi ma uniti dallo stesso destino.

"Siete assenza, non inglobate nulla, nulla vi attraversa.
Nessuna rifrazione.
Nessun rimbalzo.
Agli occhi del mondo voi non esistete.
Siete invisibili."

Con in mano delle semplici coordinate per un luogo misterioso la loro avventura avrà inizio.

Un romanzo che si legge d’un fiato.

La caratterizzazione dei personaggi è ottima, ognuno è ben definito.

La Panzuti ha saputo dare colore all’invisibile, come appunto sono i nostri protagonisti.

Ma il romanzo di Chiara non è solo un fantasy per trascorrere qualche piacevole ora di relax ma è una storia che fa riflettere sul mondo d’oggi.

A quante volte troppo spesso i giovani si sentono “invisibili”, tagliati fuori da un frenetico ritmo di social e selfie.

Siamo tutti isole, sparsi in un universo sempre più digitale che ci rende invisibile agli occhi degli altri.

L’essere invisibile dei protagonisti di Absence e il cercare in tutti i modi di risolvere un enigma per tornare ad “essere” rappresenta la ricerca di noi stessi, di una nostra identità.

Prima di tutto dobbiamo colorare noi stessi e credere nelle nostre capacità, solo così saremo visibili per gli altri.

In conclusione veramente un buon inizio!



A presto,











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