neve

giovedì 20 ottobre 2011

Recensione "Incanto" di Pietro Grossi

Buongiorno a tutti!!
Oggi vi presento un libro che ho letto da poco e che ho trovato interessante, un ritratto dell'Italia di ieri e del mondo di oggi!!

Incanto di Pietro Grossi
Una moto proibita che scintilla sotto il sole. I misteri freddi e luminosi
delle galassie. Tre amici perduti e ritrovati.

Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 302
Prezzo: 19.00 Euro
Data di pbblicazione: 18 Ottobre 2011
Isbn: 978-8804613756

Trama:
Un borgo tra i colli toscani, un’estate di sole e cicale, tre ragazzi diversissimi
ma legati dall’amicizia tacita e rovente di chi vuole crescere in fretta. Nel
volgere di quell’estate ha inizio l’avventura che li porterà lontano. Pochi mesi
dopo, Biagio inizia la sua folgorante carriera di campione internazionale delle
due ruote. Jacopo, compilando una cartolina trovata in un libro di scuola, vince
una borsa di studio per una delle più prestigiose università britanniche. Le
tracce di Greg, invece, si perdono nelle ragnatele luminose dell’alta finanza
mondiale. Amore, successo, felicità: di tutte le promesse di cui era gravida
l’adolescenza almeno una è stata mantenuta? Quale illusione ha sedotto
ciascuno dei ragazzi ora diventati uomini a spezzare quell’incanto, quella
quiete fatta di piccole cose e grandi sogni?
Vent’anni dopo, spinto da un sospetto assurdo, Jacopo vola fino a New York
per incontrare Greg. Inattesa e liberatoria come un temporale estivo,
necessaria e abbacinante come una dimostrazione matematica, è la resa dei
conti di un’amicizia: tre vite unite da un cono di luce che ha provato a sfidare il
buio tutto intorno.

La mia recensione:
Tre amici, una moto, un'estate incantata.
Un destino nascosto nel cuore di tenebra della giovinezza.

“Incanto” narra la vicende di Jacopo Ferri, il protagonista, e dei suoi due amici d'infanzia, Biagio e Greg.

Un romanzo introspettivo dove le sensazioni, i sentimenti e le emozioni dei personaggi regnano su tutto.

Incanto può essere definito anche un romanzo di formazione, infatti seguiamo Iacopo dalla sua tranquilla vita in un piccolo borgo fiorentino fino alla sua ascesa nella Grande Mela.

L'autore ha piena padronanza delle parole che scorrono una dietro l'altra dando vita, in poco più di trecento pagine ad un romanzo veramente completo.

La storia si basa su continui fleshback e ricordi del protagonista che piano piano si aggiungono ad un intreccio ben costruito.

Il libro è diviso in tre parti, la prima “La Stradaccia” narra le vicende dei tre amici che nel pieno dell'adolescenza trovano sfogo dalla routine quotidiana in una strada abbandonata.

Lì infatti i ragazzi del paese si incontrano e corrono con le moto.

Il tutto ha inizio in un giorno in cui i ragazzi trovano la strada misteriosamente asfaltata e subito dopo una moto abbandonata e sgangherata fa capolino dalla rimessa del ricco amico Greg, erede di una fortuna immensa.

Così mentre Greg finanzierà la ristrutturazione della moto Biagio e Jacopo metteranno anima e corpo per renderla unica.
Le moto diventeranno la ragione di vita per Biagio che , complice un incontro fortuito con un rappresentante del Mugello, intraprenderà la carriera del corridore professionista.

Ma la fortuna non sorriderà solamente a Biagio, Jacopo infatti troverà nel libro di matematica una cartolina per vincere una borsa di studio a Glasgow risolvendo un'equazione molto difficile ed essendo stata la matematica una sua passione non sbaglierà nella risoluzione e partire per la Scozia.

Tutta la seconda parte è dedicata alla vita di Jacopo all'estero, e l'autore ci stupirà con delle descrizione fotografiche dei posti, al lettore sembrerà di essere accanto a Jacopo sentendo gli odori e i rumori che percepirà il nostro protagonista.

L'ultima parte infine è dedicata alla vita di Jacopo in America, dove ormai lavora come giovane professore di Fisica e dove tornerà in contatto con i suoi vecchi amici, come se un filo invisibile li avesse tenuti sempre uniti.

E' proprio in questo capitolo che Jacopo dovrà affrontare un grande dolore e allo stesso tempo scoprirà un'inaspettata verità.

Un romanzo piacevole, che ci fa rivivere uno spaccato dell'Italia degli anni '70 molto suggestivo con i suoi paesi incantati e le famiglie semplici che li popolano.

Ma il libro racconta anche della nostra epoca, ci fa rivivere il tragico momento della caduta delle torri gemelle e ci insegna che nella vita bisogna anche sapersi divertire, non bisogna solamente pensare al domani, a crearsi un futuro che non arriva mai, tralasciando le piccole gioie di tutti i giorni che fanno la felicità e trovarsi alla fine pieni di dubbi per aver sprecato gli anni migliori.

e mezza!

L'autore:
Pietro Grossi (Firenze, 1978) ha vissuto a New York, Roma e Milano,
occupandosi tra le altre cose di cinema, traduzione letteraria e copywriting
pubblicitario. Esordisce nel 2000 con Touché. Del 2006 è la raccolta di
racconti Pugni (Sellerio), che raggiunge le finali di molti premi letterari, tra cui il
Viareggio e lo Strega. Nel 2010 la versione inglese, Fists (Pushkin Press),
arriva in finale all’Independent Foreign Fiction Prize e vince il Premio
Campiello Europa 2010. Del 2007 è il suo primo romanzo, L’acchito, seguito
nel 2010 da Martini (entrambi Sellerio).

A presto,


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