neve

giovedì 28 febbraio 2013

Recensione: Il colore del latte di Nell Leyshon

Il colore del latte di Nell Leyshon
 Il colore del latte, come scrive con ammirazione l'Independent, è una lettera d'amore alla letteratura e alla scrittura.


Casa Editrice: Corbaccio
Collana:narratori
Pagine: 180
Prezzo: 14,90
Data di pubblicazione: Febbraio 2013

Trama:

È la primavera del 1831 quando Mary incomincia a scrivere la sua storia. Scrive lentamente, ci vorranno quattro stagioni perché racconti tutto. Ma non importa: scrivere è diventato un bisogno primario per lei, come mangiare e dormire. Viene da una famiglia di contadini, ha quindici anni, una gamba più corta dell’altra e capelli chiari come il latte. Conosce solo la fatica del lavoro nei campi, proprio come sua madre, suo padre e le sue sorelle. Conosce solo il linguaggio della violenza, che il padre le infligge se non lavora abbastanza. Ma ha un cervello lucido e una lingua tagliente. Un giorno il padre la allontana di casa perché il vicario vuole una ragazza che accudisca la moglie malata. Mary non vuole abbandonare l’univa vita che conosce, ma non ha scelta. E nella nuova casa imparerà a scrivere, e scrivere rende liberi anche se la libertà ha un prezzo.


Ne parlano così:

 «Una lingua scarna che resta impressa nella mente del lettore. La forza evocativa di Nell Leyshon è veramente notevole» [Indipendent]

«Magistrale»    [Financial Times]

«Questo è talento»  [Observer]

«Un romanzo di un’intensità straordinaria»   [The Times]

«Assolutamente da leggere»  [Glamour]

 La mia recensione:


Devo ammettere che “Il colore del latte” è un romanzo veramente particolare.

E' una storia di vita narrata in modo semplice, terreno quasi.
Lette le prime pagine la prima sensazione che ho provato è stata di abbandonarlo: sembrava leggessi quasi una prova di scrittura,una bozza non corretta e difficile da leggere a causa della mancanza di ortografia.
Però percepivo qualcosa di profondo che mi ha incuriosita e così ho proseguito con passione la lettura.

E ne è valsa veramente la pena perchè il lavoro di Nell Leyshon è un romanzo unico,duro, vero, attuale anche se ambientato nel 1830/1831.

Una storia che mi ha avvicinata a Mary, la protagonista in quanto donna, ma anche alla madre terra, al sole ed al suo splendore, alla pioggia, all'acqua di un ruscello, agli animali della fattoria.
Alla sensazione che si prova al contatto con una mucca mentre si tira il suo latte..al suo calore.
A quel che si prova a tenendo la terra tra le mani e sentirsene parte.
Mary è riuscita a farmi provare tutte le emozioni che lei provava ed è stato
veramente toccante.

Una storia decisamente bella, da leggere, anche se assolutamente cruda.

La protagonista Mary, un' adolescente di appena 15 anni, ci tiene a sottolineare che tutto il testo è scritto di suo pugno.
Lei è figlia di un contadino, uomo rude e violento sia con lei che con le sue tre sorelle e soprattutto con la madre.
Mary a causa dell'ignoranza del padre è zoppa e sapete perchè?
Quando era in pancia alla mamma,la poveretta doveva continuamente lavorare nei campi, sempre, chinarsi, fare sforzi e probabilmente questa posizione oltre che a farla soffire immensamente, ha fatto sì che la piccola Mary nascesse storpia.

La dura vita di questa famiglia è però per Mary allietata dalla compagnia del nonno.
Anche lui non è più fortunato della nipote, infatti, caduto dal tetto di un granaio dove stava riparando un danno è rimasto immobilizzato e necessita di aiuto per alzarsi dal letto, lavarsi, sedersi sulla sua poltrona.
E' un uomo saggio ed ama in particolare modo Mary che quando può va a trovarlo per aiutarlo, per mangiare qualcosa con lui ma soprattutto per parlarci.

Mary ama parlare, conversare.
Ed è proprio questo che le attribuiscono tutti in famiglia come maggior difetto: il parlare tanto.
Lei è perspicace, attenta, curiosa ma ahimè ingenua.
Sarà questo che le causerà ciò che lei stessa vi narrerà.

Lei scrive la sua storia e la divide in quattro periodi, quante sono le stagioni.
La sua vita trascorre tra i campi, accudisce gli animali portandoli con le sorelle al pascolo.
A volte si dedica alla mungitura delle mucche o alla raccolta delle uova.
Il lavoro più duro però è quello della coltivazione della terra: la terra è dura, i sassi che deve togliere per tenerla pulita e pronta per la semina pesano, spaccano la schiena a lei ed alle sue sorelle, ma va fatto.
Mary non si lamenta mai né si rifiuta di portare a termine anche i lavori più duri.
Ma Mary in fondo è ancora una bambina, anche se trattata come un'adulta. E come tutti gli adolescenti sogna ad occhi aperti le cose più semplici,si incanta ammirando gli uccelli che le volano attorno e vorrebbe tanto conoscerne il nome!

Da questi tratti del romanzo emerge tutta la dolcezza della protagonista.

Poco distante dalla fattoria in cui vive, c'è un paesino dove Mary e la sua famiglia si recano per partecipare alla messa durante le feste.
Mary è considerata dal padre un peso: è zoppa, parla troppo ma soprattutto è una donna e quindi vale poco.
Lui avrebbe voluto figli maschi, è questo che recrimina alla moglie che,dopo una vita di dolore e fatica è divenuta arida di sentimenti, dura.

Per cui quando il parroco Mr Graham chiede al padre una delle figlie, affinchè accudisca la moglie malata e aiuti Edna, l'altra governante, nelle faccende domestiche in cambio di soldi lui accetta subito e la figlia prescelta sarà Mary.

Scelta peggiore non poteva essere fatta ,infatti Mary, nonostante debba affrontare tanta fatica, ama vivere libera e lavorare fra i campi o tra gli animali e segregarla in una casa sarà per lei fonte di grandi sofferenze unita al dolore per il distacco dalle sorelle e dall'amato nonno.

Malgrado queste difficoltà la nostra protagonista verrà accolta con calore dal parroco e dalla moglie che immobilizzata e gravemente malata troverà in lei la figlia che non ha mai avuto.

Ben presto però la dolce donna lascerà questa vita e dopo la sua dipartita il parroco deciderà di tenere alle sue dipendenze solo Mary, licenziando la vecchia governante.

Mr Graham insegnerà a Mary a leggere e scrivere...ma a duro prezzo!

Il resto dovrete scoprirlo leggendo quello che Mary ha lasciato scritto.
Una sorta di testamento.
Lei ama la vita ma sono riusciti, tutti gli uomini citati, a svuotarla.

Le rimane però la facoltà di scegliere, il suo orgoglio.
Il suo unico desiderio, testarda com'è, è di lasciare scritta la sua storia, la verità.

E come lei scrive:

Ci sono cose che non vorrei dire.
Ma mi sono ripromessa di dire tutta la verità.
E poi sarò libera.

Ora Mary è libera!
Non conoscere la sua storia sarebbe veramente un vero peccato.

 

L'autrice:
Nell Leyshon è nata a Glatsboury, in Inghilterra e vive nel Dorset. È autrice pluripremiata di numerose sceneggiature, soprattutto teatrali. Passerà alla storia per il suo talent: è infatti la prima sceneggiatrice donna a cui il Shakespeare’s Globe Trust abbia mai commissionato (dalla sua fondazione nel  1599) uno spettacolo per il Globe, il teatro più famoso del mondo, il luogo in sui Shakespeare stesso lavorò ai suoi capolavori. Forse per l’influsso delle numerose sceneggiature prodotte, la scrittura di Nell Leyshon coinvolge e assorbe immediatamente, i suoi personaggi conquistano e convincono come fossero persone in carne e ossa. Il colore del latte ha stupito la stampa e il pubblico internazionali e ha conquistato tutti in casa editrice.

A presto!!

 



2 commenti:

..Mary.. ha detto...

Mi hai incuriosita!!! messo in lista!!!!!
al dire il vero neanche conoscevo questo libro!!

Arimi ha detto...

E' bello duro come libro...fin'ora il più duro che abbia mai letto personalmente perà credo che anche questi libri ogni tanto servano...

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