neve

giovedì 14 aprile 2011

Recensione "Il Maestro dei sogni" di Fabrizio Sandrini e intervista all'autore

Ciao a tutti!!
Come consuetudine da qualche tempo il giovedi è il giorno dedicato alla scoperta di autori emergenti presentando un nuovo libro e proponendovi un'intervista gentilmente concessa per il nostro blog!
Oggi abbiamo il piacere di avere qui con noi
Fabrizio Sandrini

IL MAESTRO DEI SOGNI

Casa editrice
: Demian edizioni
Pagine
: 216
Prezzo
: 15.00 Euro
Data pubblicazione
: 2010
ISBN
:978-88-95396-37-8

Trama
:
Guglielmo è un ragazzo come tanti: una fidanzata, l’università... Ma Guglielmo è anche un ricercatore spirituale che di notte, in sogno, incontra il suo Maestro, sperimentando le sottigliezze filosofiche e le esperienze oniriche abbandonando il suo corpo terreno per affrontare un viaggio nello spirito alla scoperta dei lati più nascosti dell’animo umano.

Recensione di Arimi:


Per introdurvi questo libro ho scelto di riportarvi le parole dell'autore che mi sono piaciute molto:

“Avete visto un ragazzo che è partito come se fosse Indiana Jones alla conquista dell’ignoto. L’avete visto ridimensionarsi, intingersi di umiltà, ma crescere nella consapevolezza spirituale. L’avete visto confrontarsi con il vizio della gola durante una luculliana cena. Ha dovuto affrontare la lussuria incontrando fanciulle sempre molto discinte che l’hanno tentato con i loro corpi. Si è confrontato con l’accidia, seguendo le orme ed i sogni dell’uomo più pigro del mondo. Ha visitato il deposito di Paperon De Paperoni, sperimentando l’avidità nella sua forma più acuta. Ha visto, attraverso gli occhi di un adolescente, i frutti amari dell’invidia. Il diavolo in persona si è scomodato per insegnargli, per mezzo di tre prove, che cosa significhi essere superbi. Il prode Achille lo ha guidato attraverso l’ira e attraverso i secoli, fino a giungere ad un moderno esempio di agghiacciante furia omicida. Una simpatica vecchina gli ha snocciolato tre storie per istruirlo sull’egoismo. Ha assistito ad una riunione fra Hitler ed i gerarchi nazisti che gli hanno abbondantemente mostrato la faccia più ripugnante dell’odio. Si è imbattuto sul treno in un fenomenale personaggio che l’ha convinto che l’ignoranza non ha limiti Max il temporeggiatore l’ha indottrinato ben bene sui vantaggi della prudenza. Un Jules Verne in splendida forma, gli ha puntualizzato a chi la lealtà debba essere indirizzata. Ha appreso dal coniglio Bunny come la carità, l’ospitalità e la generosità debbano essere impersonali. La temperanza in persona l’ha reso edotto sulla virtù del giusto mezzo. Il re del mare Nettuno ha discusso amabilmente con lui sulla speranza. Ha avuto il piacere di sentite dalla viva voce di Robert Smith molte utili considerazioni sulla fede. Il re Salomone gli ha dato preziosi insegnamenti sulla virtù della giustizia. Nella sala in cui stava per avvenire una condanna a morte, ha potuto constatare il potere immenso del perdono. Il Grande Architetto gli ha mostrato quello che si può fare grazie alla buona volontà. Socrate gli ha regalato la consapevolezza dell’importanza della saggezza e della conoscenza. Infine ha conosciuto l'amore... Il Maestro M gli è stato sempre accanto come una guida buona e premurosa.”

Guglielmo, il protagonista di questo viaggio mentale e spirituale ricorda moltissimo Dante.

Come lui ha sete di conoscenza e intraprenderà un viaggio fantastico che lo condurrà tra i vizi e le virtù del mondo.

Anche lui ha una guida, il Maestro M, che lo aiuta ad affrontare le varie domande che Guglielmo si pone ed infonde in lui un infinito senso di sicurezza.

Il ritmo del libro è lento, le parole lette vanno pesate e sicuramente non si può leggere d'un fiato altrimenti la narrazione ne risentirebbe.

Il linguaggio è ricercato.

Ogni capitolo, pur facendo parte di un tutto può essere considerato autoconclusivo, ogni sera un viaggio diverso, nuove domande, nuove conclusioni, nuove riflessioni.

Certamente non è un libro leggero, fa riflettere ed insegna ad essere meno superficiali anche nelle attività quotidiane.

L'unico punto a sfavore della lettura secondo me, sono le descrizioni a volte troppo prolisse, troppe parole per esprimere un concetto che magari risulterebbe più incisivo se spiegato con poche parole schiette e decise.

Nel complesso una buona lettura.

Ed ora conosciamo meglio Fabrizio Sandrini che ha rilasciato un'intervista a me e ad Arianna per il nostro blog!


A e A:
Ciao Fabrizio e grazie per essere stato così gentile ad accettare di fare un’intervista sul nostro blog. Quindi per prima cosa… Benvenuto su Romance e non solo ^^… ti va di presentarti ai nostri lettori?

Fabrizio:
Certamente. Innanzitutto un ringraziamento per avermi permesso di dare voce ai miei pensieri attraverso il vostro blog. Dunque sono nato nel settembre del '72 e son cresciuto a suon di libri. Mia madre mi ha istillato la passione della lettura attraverso il suo mantra quotidiano "leggi, leggi, leggi..." e io dopo i primi dubbiosi tentativi ho iniziato ad amare i libri in maniera assoluta. Crescendo mi sono accorto che mi veniva spontaneo accostarmi a molteplici interessi come la musica, la chitarra, le materie umanistiche, le materie scientifiche, l'arte, i viaggi. Intanto dopo la maturità scientifica già si pregustava aria di Università. Qui, in un clima proficuo e stimolante, ho vissuto anni di studio densi di soddisfazione anche dal punto di vista personale. Ho iniziato la carriera bancaria, ma questo non ha impedito che l'amore per i libri mi spingesse a leggere in continuazione, in ogni possibile anfratto temporale e fisico.

A e A:
Come è nata la tua passione per la scrittura?

Fabrizio:
In effetti la passione per la scrittura è una diretta conseguenza dell'ininterrotto idillio con ll lettura. All'inizio c'è stata una lunga sequenza di libri, masticati con insistenza e senza capirne esattamente la ragione. Ero spinto da un fuoco sacro al quale, dopo, ho cercare di dare una spiegazione. Lo stuolo di libri era necessario per elaborare il mio stile, per studiare i meccanismi che i grandi scrittori hanno così ben oliato, per scrutare all'interno delle trame della pagine al fine di carpirne l'essenza. Dentro di me stava maturando un'urgenza di esprimere quello che avevo dentro. Piano piano la scrittura è diventata una mia seconda pelle e ha cercato nuovi modi per affiorare in superficie.

A e A:
Come ha preso forma il tuo romanzo? Un sogno, pura fantasia...

Fabrizio:
"Il maestro dei sogni" nasce come cristallizzazione di tutta una serie di esperienze che mi hanno consentito di elaborare la visione del mondo esposta nel romanzo. C'è un punto zero, un attimo in cui posso dire: qui è nato il libro. Fu mentre stavo rientrando da un viaggio. Pensavo a come costruire un libro che fosse interessante, profondo, ma allo tempo lieve e piacevole da leggere. Pensavo che avrei voluto unire la verve ed i colpi di scena dei romanzi di Verne con le intuizioni spirituali proprie della divina commedia. L'idea del viaggio, in questo caso, notturno, in cui il protagonista è accompagnato dal Maestro M, mi allettava molto. Una rielaborazione di queste tematiche è stato il punto di partenza per dare vita e forma al viaggio nei vizi e nelle virtù dell'animo umano.

A e A:
Ti rispecchi nel protagonista? Al Guglielmo di quale capitolo ti senti più vicino? Perchè?

Fabrizio:
Il protagonista, Guglielmo, un giovane studente universitario, è una persona che ha una forte interiorità. Mi piace il fatto che sappia che la vita non è statica, ma in movimento, in evoluzione e che non esiti ad affrontare un percorso, un viaggio, soprattutto all'interno di se stesso, pur di continuare la sua ricerca. Mi piace il fatto che possa trasmettere sensazioni positive, che possa, in un qualche modo spronare a non guardare solo l'apparenza delle cose, ma a tuffarsi in profondità. Sono vicino al Guglielmo di ogni capitolo, partendo dai primi in cui ancora non è pienamente cosciente del grosso dono che gli è stato concesso, fino ad arrivare agli ultimi nei quali si sente che Guglielmo è cresciuto tantissimo come persona. Se devo proprio scegliere un capitolo, allora indico il Guglielmo del capitolo 16 "Andai via da solo con nient'altro che la fede" per un motivo che lascio al lettore trovare...

A e A
: Durante la scrittura dei tuoi romanzi, il luogo dove ti rifugi a scrivere deve essere silenzioso? O preferisci un sottofondo di musica? Hai un’atmosfera particolare che ti aiuta a rilassarti durante la scrittura?

Fabrizio
:Devo ammettere che da questo punto di vista sono molto fortunato. Come per la lettura, posso scrivere in quasi ogni condizione e non ho il famigerato blocco da pagina bianca. Non ho insomma bisogno dell'ispirazione per scrivere: di solito le parole mi arrivano senza che debba attenderle molto. Se posso, preferisco che ci sia silenzio, in modo che ci siano meno distrazioni possibili e le idee possano fluire liberamente. Quando non scrivevo al computer ma su un grosso quadernone, solevo scrivere all'aria aperta e ciò mi piaceva molto. Ora cerco di replicare quella sensazione, quando posso, portando con me il portatile.

A e A:
Quali sono i tuoi progetti futuri o idee in cantiere? Naturalmente solo se puoi e vuoi renderlo noto ai lettori ^^

Fabrizio:
Di progetti ce ne sono sempre tanti: alcuni sono embrionali nella mia mente, alcuni appena abbozzati, altri sono work in progress... Posso dire ad esempio che, senza voler fare un "sequel", c'è una mia volontà di portare avanti le tematiche affrontate ne "Il Maestro dei sogni" attraverso dinamiche totalmente diverse. C'è poi un progetto che è virtualmente pronto e che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi: di questo, di cui adesso non posso ancora parlare, se vorrete, ne potremo discorrere nella prossima intervista.

A e A:
Bene con questo è tutto… Ti ringraziamo di cuore per la tua disponibilità Fabrizio. In bocca al lupo per il tuo lavoro. C’è qualcosa che vorresti ancora aggiungere?

Fabrizio
: Sì, volevo aggiungere una considerazione. Ho scritto il libro perchè volevo condividere quanto è affiorato in me in questi anni e sentivo questo compito come parte importante delle mie motivazioni. Ora devo dire che sono molto felice. Coloro che hanno letto il libro, ne parlano in termini davvero lusinghieri e l'hanno spesso definito un libro che non deve essere dimenticato una volta terminata la lettura, ma da rileggere e da approfondire. E' un libro vero, da consigliare, da leggere, da vivere...

A presto
e

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